Oggi a Genova 

Elezioni comunali a Genova, il ministero: «Situazione ordinaria, urne in primavera»

Per entrambi gli schieramenti scatta l’urgenza di individuare il candidato sindaco. Il centrodestra non avrebbe disdegnato di prolungare la reggenza di Piciocchi e l’incarico della giunta per avere il tempo di recuperare popolarità dopo il risultato delle regionali nei seggi della città di Genova quando Bucci, che alle precedenti comunali aveva ottenuto il 55,8% dei consensi, era stato battuto da Orlando (52,27%) ottenendo solo il 44,29% dei voti. Partirà domani al Cep il road trip della giunta nei quartieri cittadini

Simone D’Angelo, consigliere regionale e segretario provinciale del Pd, aveva colto nel discorso pronunciato dal vicesindaco facente funzioni Pietro Piciocchi lunedì scorso in Consiglio comunale, «la volontà di un colpo di mano per evitare la regolare convocazione delle elezioni nella primavera del 2025».

«Il Viminale ha formalmente chiarito che, a seguito della decadenza del sindaco Marco Bucci, eletto presidente di Regione Liguria, le elezioni amministrative nel Comune di Genova si svolgeranno nella prossima primavera, ossia tra aprile e giugno 2025 – dice Francesca Corso, segretaria provinciale della Lega -. Nessuno slittamento della data delle elezioni e, dunque, nessuna “manovra” e nessuna volontà del centrodestra di “piegare le regole” e di fare “un colpo di mano” come sostenuto dal Pd, che anche stavolta non ha perso occasione per fare sterili polemiche perché non ha altri argomenti».

Secondo quanto accertato dall’agenzia Dire direttamente presso il ministero dell’Interno, il caso di Genova, non rientra tra quelle circostanze particolari che sposterebbero la data dell’apertura delle urne facendola slittare all’autunno del prossimo anno o, addirittura, alla primavera del 2026. Alcuni Comuni vedranno spostata in avanti la data per questioni legate a precedenti slittamenti a causa del Covid nel 2020 e 2021 (in Liguria successe per la Regione) o per scioglimento a causa di infiltrazioni di mafia. In quest’ultimo caso tutte le funzioni del consiglio, della giunta e del sindaco vengono assunte da un commissario che può rimanere in carica fino a 24 mesi, cioè due anni. Nel caso di dimissioni o di decadenza per il passaggio del sindaco ad altri incarichi incompatibili, invece il Testo unico degli enti locali dice che le elezioni si devono svolgere nella prima data utile, che nel caso di Genova sta nella finestra tra aprile e giugno 2025.

Genova ha perso il suo sindaco eletto perché, a due anni da quando aveva chiesto ai genovesi di confermargli la fiducia e il mandato svolto per cinque anni, Marco Bucci ha deciso di non portare a termine l’impegno che due anni prima si era preso con i cittadini di Genova e si è candidato come presidente della Regione per il centrodestra. Era stata la presidente del Consiglio Giorgia Meloni a chiederglielo. D’altro canto, i vari sondaggi lo indicavano come unico candidato in grado di spuntarla su quello della sinistra. Così Bucci ha abbandonato la sua dimensione squisitamente civica, pur nell’ambito del centrodestra, per mettersi a capo delle armate dei partiti della compagine governativa, assumendo il ruolo totalmente politico che oggi ha, quello di diga contro la sinistra. Alle consultazioni del 27 e 28 ottobre ha vinto la sfida elettorale. Invece di dimettersi (le dimissioni sarebbero diventate irrevocabili dopo 20 giorni), ha scelto la più lunga strada della decadenza, durata un mese e dieci giorni, e solo lunedì scorso ha perso ufficialmente la carica a Tursi. Pietro Piciocchi è diventato, quindi, contestualmente, dal 9 dicembre scorso, vicesindaco facente funzioni.

Il centrodestra, non è un mistero, sperava in un periodo più lungo per riaversi dalla bastonata elettorale alle Regionali a Genova dove Andrea Orlando si è posizionato in testa con il 52,27% dei voti mentre Marco Bucci ha ottenuto solo il 44,29%, cioè l’8% in meno del candidato del centrosinistra. Sono già cominciati gli incontri con i comitati per tentare di recuperare il rapporto con la città che negli ultimi due anni, dall’elezione di Bucci sindaco (55,8% dei consensi rispetto al 38% del candidato del centrosinistra) per il secondo mandato a quella di Bucci presidente della Regione, si è perso, come dimostrano i numeri.

Per tentare di recuperare il rapporto, il Vicesindaco facente funzione ha annunciato oggi “I quartieri in giunta”, iniziativa che comincerà già domani a Ca’ Nova, sulle alture di Pra’. La giunta, con i consiglieri delegati, si riunirà all’interno della Biblioteca Firpo e, in futuro, in altre zone della città. Sono stati invitati (e lo saranno nelle prossime tappe) i comitati di zona. Molti dei comitati cittadini si sono schierati, nel corso degli anni, apertamente contro la “gestione Bucci”, arrivando anche a formare un corposo coordinamento.

L’unico modo per recuperare tempo per lavorare sul territorio grazie allo spostamento delle elezioni sarebbe un provvedimento del Parlamento che prolunghi la reggenza, ma sembra una scelta difficilmente sostenibile sotto il profilo politico e, non avendo alcuna ragione a sostenerla, assicurerebbe alla maggioranza di governo pesanti critiche.

Per come stanno le cose, i due schieramenti devono ora scegliere al più presto il candidato. Il successore naturale di Bucci per il centrodestra sarebbe proprio Piciocchi. I beni informati dicono che Bucci, prima di accettare la candidatura a presidente della Regione, abbia contrattato proprio questo. Nel centrodestra circola anche il nome della deputata di Noi Moderati, Ilaria Cavo.

Più lontano dalla scelta del nome è il centrosinistra: «Se da un lato il centrodestra è sempre unito e compatto nel lavorare per i genovesi e per lo sviluppo del territorio rispettando le regole della democrazia, vedremo se la coalizione di sinistra sarà in grado di risolvere i quotidiani litigi al suo interno e di individuare un valido candidato sindaco che non voglia fare di nuovo sprofondare la nostra Città nell’incubo della ‘decrescita felice’ e del malgoverno come ai tempi di Marco Doria e Marta Vincenzi – commenta Francesca Corso -. Dato che finora loro sembrano ancora navigare in alto mare e non fanno altro che litigare. I genovesi meritano senz’altro un futuro migliore e quindi sapranno scegliere se schierarsi con il centrodestra oppure se tornare a isolarsi schierandosi con i “Signori del No” a tutto in contrapposizione con il governo in Regione Liguria e a Roma». Ma stavolta, il centrodestra dovrà farcela senza Bucci-la-diga e partendo dal -8% delle Regionali nonostante lui.

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